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La ricetta del katsu sando con cotoletta di vitello

Nasce in Giappone e il suo nome significa letteralmente sandwich (sando) con la cotoletta (katsu). Tipicamente il katsu sando era un panino con la cotoletta di maiale impanata, fritta e irrorata di densa e goduriosa salsa tonkatsu. Con il tempo si è evoluto, la cotoletta è diventata di ogni tipo di carne (durante un mio viaggio in Giappone ricordo di averne mangiato uno con la cotoletta di pregiato Kobe che era la fine del mondo), ha superato i confini nazionali ed è arrivato anche sulle tavole di noi italiani che ormai abbiamo sempre più confidenza e competenze in tema di cucina orientale. Se è vero che ci piace gustare la cucina del Sol Levante quando usciamo a mangiare è altrettanto veritiero che complici i supermercati etnici sempre più forniti ci troviamo spesso a sperimentare nelle nostre cucine ricette che arrivano da lontano e che al primo morso saranno capaci di farci viaggiare.
Il caso potrebbe essere quello di questi katsu sando che è possibile replicare a casa a patto che seguiate alla lettera le mie indicazioni.

La carne che ho utilizzato per fare la cotoletta sono fettine di vitello scelte, spesse il giusto e tenerissime, perfette quindi per essere mangiate a morsi.
Per la panatura ho acquistato il panko un tipo di pangrattato grossolano, utilizzato spesso nella cucina giapponese e assolutamente croccante!
Il katsu sando originale viene preparato con un particolare tipo di pane conosciuto come shokupan, un lievitato che ricorda molto il nostro pane in cassetta senza crosta e che può quindi essere sostituito con quest’ultimo. Per la salsa tonkatsu infine avete due, anzi tre opzioni. Potete acquistarla pronta, farla a casa nella versione che emula l’originale o provare la mia ricetta che è molto semplice da replicare e con la quale otterrete una salsa molto gustosa che rispetto a quella originale ha solo qualche ingrediente in meno.

Katsu sando con cotoletta di vitello
Ingredienti per 4 persone
1 confezione di fettine scelte del Vitello di Casa Vercelli
160 g di cavolo cappuccio
110 g di panko
65 g di farina 00
8 fette di pane in cassetta senza crosta
2 uova medie
2 cucchiai di senape di Digione
1 noce di burro
1 l di olio di semi di arachidi per friggere
sale q.b.
pepe nero macinato al momento

per la salsa tonkatsu
55 g di ketchup
30 g di salsa di ostriche
30 g di maionese
20 g di salsa Worcester
20 g di zucchero semolato
15 ml di salsa di soia
1/4 di cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento
In una ciotola riunite tutti gli ingredienti per la salsa tonkatsu e mescolate bene fino a quando le componenti sono ben miscelate tra di loro. Coprite con pellicola trasparente e fate riposare in frigo fino al momento dell’utilizzo.
Tagliate molto sottilmente il cavolo bianco e mettetelo in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio. Lasciatelo in ammollo per almeno 10 minuti, quindi scolate l’acqua e asciugatelo bene.

Disponete in tre ciotole differenti la farina, il panko e le uova, che procederete a sbattere con una frusta. Tamponate le fette di carne con carta assorbente, salatele e pepatele da entrambi i lati. Passate le fette di vitello prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel panko. 

Versate in una casseruola l’olio per friggere e portatelo a temperatura. Friggete le cotolette fino a che non saranno dorate (circa 5 minuti) girandole a metà cottura. Recuperate le cotolette con una schiumarola, fatele sgocciolare bene e mettetele su un foglio di carta assorbente per fritti.

Tostate le fette di pane in cassetta e spalmate ogni fetta con poco burro su un solo lato. Mettete un po’ di senape su metà delle fette e la salsa tonkatsu sulle restanti. Adagiate il cavolo sulle fette di pane in cassetta con la senape e la cotoletta di vitello su quelle con la salsa tonkatsu. 

Sovrapponete le fette di pane in cassetta con la cotoletta su quelle con il cavolo e premete bene. Mettete un peso sopra ai toast e lasciateli compattare per 5 minuti. Tagliate i toast a metà e servite subito con ulteriore salsa tonkatsu in base ai giusti.

Sara

Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!


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Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!