Food & Wine

Perché il Kalterersee è il vino rosso dell’estate: viaggio tra vigneti e natura al Lago di Caldaro

Leggero, versatile e sorprendentemente contemporaneo. Se c’è un vino rosso che merita di essere riscoperto durante la bella stagione, è il Kalterersee. Non perché sia cambiato radicalmente negli ultimi anni, ma perché il gusto dei consumatori si è evoluto nella sua direzione. Oggi cerchiamo vini più bevibili, territoriali, eleganti e gastronomici. E il Kalterersee, una delle espressioni più autentiche della Schiava altoatesina, possiede queste caratteristiche da sempre.

Ho trascorso tre giorni nel villaggio vitivinicolo di Caldaro, in Alto Adige, in occasione dell’anteprima Kalterersee 2025. Tra degustazioni di nuove annate e vecchi millesimi, panorami sui vigneti, passeggiate nella natura e splendide viste sul lago, ho scoperto un territorio che racconta il vino in modo autentico e una tipologia che oggi ha tutte le carte in regola per essere considerata il vino rosso dell’estate.

Il Kalterersee e la Schiava contemporanea in linea con i tempi

Il Kalterersee racconta il territorio del Lago di Caldaro attraverso vini freschi, eleganti, contemporanei e di grande bevibilità. Parlare oggi di Schiava contemporanea non significa definire questo vitigno come semplice o immediato. Al contrario. Significa riconoscere come una varietà storica stia tornando sorprendentemente attuale grazie alla capacità dei produttori di intercettare ciò che molti consumatori cercano nel calice. Molti di loro stanno valorizzando l’identità territoriale della Schiava attraverso vinificazioni rispettose del frutto, utilizzi del legno ben integrati e mai invasivi, attenzione alla precisione aromatica e una ricerca costante dell’equilibrio.
Il risultato sono vini che uniscono eleganza tannica, freschezza e profondità senza rinunciare alla bevibilità. Vini che raramente puntano su gradazioni alcoliche estreme e che trovano nella versatilità gastronomica uno dei loro principali punti di forza.
Leggeri e allo stesso tempo profondi, accessibili ma identitari e inconfondibili e soprattutto mai banali, i vini rossi ottenuti dalla Schiava altoatesina sono perfetti anche serviti leggermente freschi. Non cercano di impressionare con la potenza, ma conquistano grazie all’armonia, alla facilità di abbinamento e a un rapporto qualità-prezzo spesso imbattibile.
La Schiava non è diventata moderna perché è cambiata; è diventata moderna perché il gusto dei consumatori si è avvicinato alle sue caratteristiche storiche.
In un momento in cui si cercano vini territoriali, autentici, gastronomici e facili da bere senza rinunciare alla qualità, questo vitigno altoatesino sembra finalmente vivere una nuova stagione di successo. E il Kalterersee ne rappresenta una delle espressioni più convincenti.

degustazione di Kalterersee

Degustazione di Kalterersee

Le degustazioni che raccontano il nuovo volto del Kalterersee

I numerosi assaggi hanno confermato quanto il panorama della Schiava stia vivendo una fase particolarmente interessante.
Dai miei appunti sparsi:

  • Kalterersee Classico Superiore Riserva “Plantaditsch” 2020 di Tenuta Klosterhof un vino equilibrato e profondo, dalla struttura leggera e allo stesso tempo articolata, capace di mostrare quanto questa tipologia possa anche evolvere nel tempo;
  • Kalterersee der Keil di Manincor. Molto interessante il confronto tra due annate dello stesso vino che viene prodotto con uve da vigne centenarie. La 2025, affinata per nove mesi in legno e destinata all’imbottigliamento nel mese di agosto, mostra già una notevole armonia. Il legno è perfettamente integrato e accompagna il vino senza sovrastarne il carattere. La versione 2019, con inevitabili profumi terziari è il classico vino del quale non ti fermi al primo calice;
  • Kalterersee “Erbe und Auftrag” 2022 di Andi Sölva affinato per 32 mesi in barrique: un vino elegante, raffinato e dotato di tannini setosi, capace di esprimere intensità senza perdere equilibrio. Sölva lavora con particolare attenzione sulla gestione dei raspi, che vengono talvolta reinseriti quando raggiungono una maturazione ottimale, contribuendo a donare al vino sfumature vegetali fini ed eleganti. Dello stesso produttore, oltre al Kalterersee, ho avuto modo di degustare anche un eccezionale Cabernet Franc 2022 (Generation k);

Kalterersee "Erbe und Auftrag" 2022 Andi Sölva

Kalterersee “Erbe und Auftrag” 2022 Andi Sölva

  • Kalterersee Classico Alte Reben 2023 e 2025 della Tenuta Rohregger da viti vecchie coltivate a circa 440 mt. s.l.m. Il processo produttivo prevede la fermentazione in vasche di cemento, le successive maturazione e fermentazione malolattica in botte di legno (tonneau) per 10 mesi e infine la maturazione in bottiglia per 6 mesi. Il 2025, prodotto in circa 1.500 bottiglie da un singolo vigneto e con rese particolarmente basse, appare già armonico e pronto alla beva. Il 2023 mostra invece una piacevole evoluzione, sostenuta da tannini setosi e ottimo equilibrio;

Kalterersee Classico Alte Reben Tenuta Rohregger

Kalterersee Classico Alte Reben Tenuta Rohregger

  • Kalterersee Pelagium 2025 e 2021 di Tenuta Seppi azienda biodinamica che produce il Kalterersee da un unico vigneto di Schiava di circa 35 anni. L’annata 2025, fermentata in cemento, esprime note floreali di viola e una piacevole morbidezza al naso. La 2021, prima annata vinificata con questa impostazione, mostra invece maggiore struttura, richiami alla liquirizia e una trama tannica più evidente;

  • Kalterersee Classico Superiore Quintessenz di Cantina Kaltern 2025. Quintessenz è un vino che nasce dall’unione di uve provenienti da tre differenti aree che circondano il Lago di Caldaro. A nord predominano terreni morenici leggeri di origine glaciale che apportano finezza e tensione. A ovest ci sono suoli sabbiosi e calcarei che contribuiscono all’eleganza aromatica. A sud prevalgono invece terreni argillosi che conferiscono maggiore struttura e profondità. L’assemblaggio di uve con caratteristiche diverse permettono quindi di ottenere un vino equilibrato, elegante e longevo, dimostrando quanto il concetto di terroir sia centrale nella comprensione della Schiava contemporanea;

La gola del Rastenbach: il Lago di Caldaro visto dall’alto

E se il vino racconta il territorio, è camminando nella natura che si riesce davvero a comprenderlo. L’escursione nella gola del Rastenbach, un imponente monumento naturale, è stata senza dubbio uno dei momenti più emozionanti dell’intero weekend. Un percorso suggestivo adatto a tutti che attraversa boschi, corsi d’acqua, ponti sospesi e oltre 300 gradini, regalando scorci che sembrano usciti da una cartolina.

Panorama sui vigneti e sul lago di Caldaro durante l'escursione presso la gola di Rastenbach

Panorama sui vigneti e sul lago di Caldaro durante l’escursione alla gola del Rastenbach.

Ero arrivata a Caldaro osservando i vigneti lungo la strada e dalla finestra dell’hotel. Li avevo attraversati in auto e ammirati da vicino. È stato però lungo questo sentiero che ho potuto comprenderne davvero la dimensione paesaggistica. Dall’alto, il Lago di Caldaro e il mosaico di vigne che lo circondano rivelano tutta la loro bellezza. Il silenzio del bosco, il rumore dell’acqua e le improvvise aperture panoramiche rendono questa escursione un’esperienza che consiglio a chiunque visiti la zona. È proprio vero che dove c’è un grande vino, spesso c’è anche una natura che vale il viaggio.

Escursione presso la Gola del Rastenbach

Escursione presso la Gola del Rastenbach

Dormire tra lago, montagne e vigneti

A rendere ancora più piacevole il soggiorno è stato l’Hotel Haus am Hang, gestito dalla famiglia Morandell. La struttura, partner di Wein.Kaltern, si distingue per l’attenzione alla sostenibilità, testimoniata anche dalla certificazione Marchio Sostenibilità Alto Adige. È inoltre una struttura ricettiva bike-friendly e include nel soggiorno l’Alto Adige Guest Pass, un plus particolarmente utile per chi desidera esplorare il territorio.
L’Hotel Haus am Hang, dotato di piscina esterna, sorge lungo lo sponde del Lago di Caldaro e dalla mia camera la vista era rilassante e abbracciava contemporaneamente vigneti, montagne e specchio d’acqua.
Anche il ristorante dell’hotel si è rivelato all’altezza del contesto con una cucina che valorizza il territorio e contribuisce a rendere l’esperienza ancora più completa.
Una piccola curiosità per gli amanti del caffè: a colazione, se desiderate un espresso all’italiana, meglio specificarlo chiaramente. Di default viene infatti servito il classico Filterkaffee, il tradizionale caffè filtro molto diffuso nei Paesi di lingua tedesca.

Hotel con piscina Haus am Hang Lago di Caldaro

Vista dalla mia camera – Hotel Haus am Hang.

Perché visitare il Lago di Caldaro in estate

Il Lago di Caldaro è il lago naturale più grande dell’Alto Adige ed è una destinazione capace di soddisfare interessi diversi. Gli appassionati di vino trovano cantine, degustazioni e paesaggi vitati di grande fascino.
Gli amanti della natura possono percorrere sentieri panoramici come quello della gola del Rastenbach. Infine i più sportivi amanti dell’acqua, del sole, del surf e del nuoto possono godersi il lago, balneabile durante la bella stagione e perfetto anche per una gita in pedalò. È proprio questa combinazione di vino, natura e qualità della vita a rendere Caldaro una delle mete più interessanti dell’Alto Adige. E se il Lago di Caldaro è una delle destinazioni più affascinanti dell’Alto Adige, la Schiava ne è probabilmente il racconto più autentico.

lago di Caldaro in estate

Lago di Caldaro in estate.

Sara

Buona forchetta, blogger, sommelier e content creator sono un’instancabile curiosa. Per professione collaboro con numerose aziende legate al food, beverage e travel occupandomi di food writing, food styling, editing, food photography, tour enogastronomici e interviste agli chef. Social media addicted, mi trovate sempre connessa!


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