Dolci senza burro

Maritozzi all’anice senza burro

Vi scrivo ancora inebriata dal profumo di questi maritozzi all’anice senza burro caldi e fragranti che sono usciti poco fa dal mio forno e che ha invaso la mia casetta. Ed è proprio questo profumo che mi ha fatto tornare bambina. L’estate ero solita trascorrerla dalla zia nel suo podere in campagna a pochi chilometri dal mare. Prima di andare in spiaggia passavamo al forno: io, mio fratello, la mamma e la zia Maria. Compravano la pizza al taglio per pranzare sotto l’ombrellone e alla domanda della zia:”Bimbi volete altro?” io rispondevo:”Un maritozzo, con la panna però”. La fornaia, dopo averne preso uno dal bancone, lo tagliava per metà nel senso della lunghezza, si spostava nel retrobottega dove prendeva dal frigo un contenitore di metallo cilindrico e con una spatola riempiva con tanta buona panna montata fresca il mio maritozzo che era talmente grande che non riuscivo quasi mai a finirlo (e la mamma si “sforzava” puntualmente di darmi una mano).
Qualche mattina capitava che non andavamo al mare e che restavamo al podere, ma la situazione era più o meno la stessa. Verso le 12:00 si avvicinava al cancello un furgoncino bianco dal quale scendeva un ragazzo sempre sporco di farina. La zia Maria o lo zio Checco scendevano a prendere il pane (non so se da quelle parti tuttora passi il fornaio a domicilio) e io e mio fratello andavamo con loro. Preso il solito filoncino da mezzo chilo e la frusta integrale, la domanda era sempre la stessa:”Bimbi volete qualcosa da mangiare per merenda?” “Boh, che cosa possiamo prendere?”. Il ragazzo allora apriva il portellone scorrevole e noi come due cavallette, con i nostri sandaletti blu con i buchini, salivamo nel furgone che profumava di pane e di dolci e guardavamo quello che ci poteva interessare. Dentro era pieno di ceste di plastica bianca straripanti di pane e c’era farina ovunque. Mio fratello prendeva quasi sempre la pizza rossa e io i maritozzi (in questo caso senza panna) o i bomboloni fritti. Salutavamo il garzone, ringraziavamo la zia e via di corsa a divorare quella che doveva essere la nostra merenda e che si sarebbe trasformata in realtà nel nostro pranzo…
Era da tempo che non mangiavo più maritozzi e la voglia di provare a farli era tanta, ma la lavorazione un pò lunga e la paura di non riuscire mi aveva fatto sempre rimandare. Approfittando degli ultimi giorni di ferie rimasti mi sono finalmente decisa e stamani di buonora mi sono messa all’opera. È stato un lavoro lungo e laborioso, ma credetemi se vi dico che ne è valsa veramente la pena. Sono di una bontà assoluta e il profumo che rilasciano in cottura è proprio come quello che c’era sul furgone del panettiere.


Maritozzi all’anice
Ingredienti
170 gr di farina manitoba di tipo 0
165 gr di farina integrale (o farina”00″)
2 uova
50 gr di olio di semi di girasole
80 gr di acqua
50 gr di zucchero di canna (se usate la farina 00 usate quello semolato)
7 gr di lievito di birra fresco
buccia grattuggiata di un limone
2 cucchiai di semi di anice

Per spennellare
1 cucchiaio di Latte
zucchero di canna (o semolato) q.b.

Procedimento
Per realizzare i vostri maritozzi all’anice iniziate sbriciolando il lievito all’interno di una ciotola, versate l’acqua tiepida e aggiungete 75 gr di farina presa dal totale. Mescolate brevemente, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare per un’ora. Quando il composto sarà gonfio, rovesciatelo sulla spianatoia, unite un paio di cucchiai di farina e iniziate a lavorare con le mani. Unite quindi un uovo e impastate fino a quando sarà bene assorbito. Aggiungete metà dello zucchero, poi altra farina e impastate ancora per qualche minuto. Unite il secondo uovo e quando sarà completamente assorbito aggiungete lo zucchero rimanente. Proseguite con la farina rimasta impastando per far incordare bene l’impasto. Unite la buccia di limone e subito dopo poco alla volta l’olio. Aggiungete infine i semi di anice e impastate ancora energicamente per un pò. Mettete l’impasto ottenuto in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e fare lievitare fino al raddoppio del volume (circa 2 ore).

Riprendete l’impasto e formate i maritozzi. Posizionateli in una teglia coperta di carta da forno e lasciateli lievitare fino al raddoppio (il tempo di lievitazione varia in base alla temperatura della stanza). Preriscaldate il forno a 180° in modalità statica, spennellate i maritozzi con il latte, spolverizzate con lo zucchero e infornate per circa 12 minuti. Sfornate e mangiate meglio se farciti con la panna montata.
N.B. Questi maritozzi sono stati fatti con farina integrale, ma possono essere preparati con farina 00. Inoltre, se volete,  potete mettere 50 gr di Uvetta Secca ammollata e otterrete un maritozzo come da tradizione. 

Sara

Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!


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Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!

  1. Silvia Agosto 23, 2010 at 7:13 pm - Reply

    È stato bellissimo sara leggere questo ricordo della tua infanzia!! Riuscivo ad immaginare ogni cosa!! Stupendo!! Chissà che buoni i tuoi maritozzi!! Io sono rimasta golosa come da bambina!! Un bacione..

  2. saretta m. Agosto 23, 2010 at 7:19 pm - Reply

    Ciao Silvia!!!BENTORNATA…In effetti quando ho scritto questo post ero così assorta che quando ha squillato il cell ho sobbalzato e sono tornata al presente…cmq i maritozzi sono buonissimi e non vedo l’ora sia domattina per mangiarlo uno nel latte…A presto UN BACIONE

  3. I Viaggi del Goloso Agosto 23, 2010 at 8:00 pm - Reply

    Fantastici questi maritozzi Saretta, come è fantastico il post sulla tua infanzia, anche a noi è venuta voglia di maritozzi !!!
    Ciao complimenti, un bacione a presto …

  4. Greta Agosto 23, 2010 at 8:20 pm - Reply

    Che buoni…anche io ne ho mangiati a chili, i miei erano cosparsi di zucchero semolato sulla superfice e talmente pieni di panna che al primo morso usciva tutta dall’altro lato!

  5. Meg Agosto 24, 2010 at 7:00 am - Reply

    Ciao Sara! ultimamente mi sono persa un po’ dei tuoi post, ma rimedio subito con questa ricetta fantastica, devono essere buonissimi. Che bello il tuo racconto! mi ricorda un sacco un bel vecchio film ambientato nelle campagne piene di campi di grano 😉
    Ciao!

  6. Letiziando Agosto 24, 2010 at 12:27 pm - Reply

    Mi sono immersa prima nella farina del garzone e poi nell’odore inebriante dei tuoi maritozzi durante la cottura… ho gli occhi lucidi per la commozzione. Grazie!

  7. saretta m. Agosto 24, 2010 at 8:33 pm - Reply

    @i viaggi del goloso…grazie, sono molto contenta che il post e i miei maritozzi ti siano piaciuti…a presto!
    @greta…quelli con la panna sono i classici problemi da gente golosona come noi!!!bacioni
    @meg ciao cara…ultimamente anche io sono un pò blog latitante…però devo dire che sto tornando quasi a pieno regime…ho svariati post in lista d’attesa e i miei fornelli si stanno dando da fare…sono felice che il post ti piaccia e non ci crederai, ma nel terreno più prossimo alla casa c’era il grano…baci
    @leti…sono molto felice che questo post abbia colpito la tua sensibilità…un abbraccione

  8. °.°. Martina .°.° Agosto 25, 2010 at 7:47 am - Reply

    è vero, a volte basta pochissimo… complimenti, questa ricetta me la segno! se vuoi passa da me 🙂 M

  9. lo81 Agosto 25, 2010 at 11:46 am - Reply

    Ciao Saretta, incredibile! La scorsa settimana ero in vacanza e in un bar ho visto il cartello “maritozzi con panna”. Non li avevo mai assaggiati ed ero curiosa di provarli…purtroppo però li avevano finiti, ma la voglia mi è rimasta!E ora ecco qui la ricetta… ma, mi leggi nel pensiero?!?:-)

  10. saretta m. Agosto 25, 2010 at 1:54 pm - Reply

    @martina…grazie mille…il tuo blog cmq lo seguo ed è molto carino…baci
    @Io81…ti consiglio vivamente di assaggiarli allora…sono di una bontà clamorosa e se fatti in casa ancora meglio…segnati la ricetta e fammi sapere ;-)…baci

  11. C&G : Novembre 1, 2010 at 8:37 pm - Reply

    Buoni! anche questi per merenda… con una bella dose di panna montata ;-D
    Contami tra le tue lettrici fisse: mi piacciono le tue ricette! Giorgia

  12. saretta m. Novembre 1, 2010 at 8:39 pm - Reply

    @giorgia. Grazie mille. Sono felice che il blog ti piaccia. A presto allora. Un bacione