In viaggio

Marrakech en plein air

“È la prima volta qui? Il Marocco o lo ami o lo odi…Non ci sono vie di mezzo”. Così Franco in quella luminosissima (ma non caldissima) mattina di poche settimane fa ci ha dato il suo benvenuto nella terra dove, dopo essere tornato più volte, ha deciso di trasferirsi da circa 20 anni.

Prima di partire avevo cercato foto, consultato guide, letto articoli e chiesto consigli ma l’impatto con la città dai mille volti è stato inevitabile. Marrakech ti risucchia, ti travolge, ti disorienta e alla fine ti conquista. I colori vivaci. L’ocra dei muri (che all’ora del tramonto si fondono con il colore del cielo infiammato dal sole). Il caos non ordinato della Medina (dove tutti vorranno vendervi di tutto). La pace nei giardini. I profumi del cibo cucinato in strada. Sono tutte cose del quale parlo con fervore e con l’entusiasmo di chi sa di aver vissuto un’esperienza bella e singolare.

Scegliete con cura il Riad che vi ospiterà (io posso consigliarvi il Riad Des Eaux et Spa e Le Riad Berbere) perché la sera, quando rientrerete, avrete bisogno di pace e relax.

Una volta in città (che dista pochi km dall’aeroporto), procuratevi una mappa (che sarà illeggibile e si rivelerà essere quasi del tutto inutile), armatevi di tantissima pazienza e avventuratevi nel dedalo dei souk, dove lo sport nazionale consiste nello schivare carretti, motorini e biciclette carichi di merci. Avrete a che fare con venditori “leggermente” insistenti e sarete attratti da mille stimoli capaci di tenere impegnati tutti i vostri sensi (udito e vista in primis :D). Vi perderete (i nomi delle vie non li troverete scritti da nessuna parte e chiedendo info alla gente del posto verrete aiutati ma vorranno essere pagati) e prima di ritrovare la via acquisterete, dopo un’adeguata contrattazione, almeno un paio di scarpe artigianali (magari in rafia) colorate e comodissime, una borsa in cuoio, qualche piatto o ciotola di porcellana e qualche flacone di olio di Argan sia per uso estetico che alimentare (fortemente consigliato il bagaglio da stiva quando prenotate il volo :)).

Passerete più volte nella piazza principale, Jemaa El Fna, che potrebbe diventare un  punto di riferimento. In piazza, dichiarata patrimonio orale e immateriale dell’umanità dall’Unesco, si riuniscono baracchini che vendono il cibo più svariato a tutte le ore, strani personaggi che indossano costumi berberi, incantatori di serpenti, venditori di denti e donne che vorrebbero a tutti i costi farvi un tatuaggio all’henné. La amerete molto, soprattutto all’ora del tramonto. Salite su una delle terrazze dei tanti caffè (se riuscite optate per il Cafè de France), ordinate un tè alla menta e gustatevi lo spettacolo del sole che si eclissa all’orizzonte mentre la piazza diventa ancora più viva.

Concedetevi un po’ di relax  presso Le Jardin Secret un Riad di recente ristrutturazione che è una vera e propria oasi di pace. È composto da un giardino esotico con piante e alberi provenienti da 5 continenti, e un giardino islamico suddiviso in quattro quadranti che rispecchia lo stile tradizionale dei giardini del Medio Oriente. Completano la costruzione una torre, sulla quale salire per una vista panoramica sulla città e sulle montagne dell’Atlante, un hammam e un caffè.

Ammirate l’elegante ordine e rigore delle Tombeaux des Saadien e osservate da vicino le cicogne i loro nidi sulle rovine del castello El Badi.

Amate i colori della Madrasa di Ben Youssef ovvero una scuola coranica d’architettura. Raggiungerla non sarà troppo complicato dal momento che all’interno del souk ci sono alcune insegne che indicano la direzione da seguire. Una volta arrivati passerete molto tempo ad osservare le decorazioni di porte e pareti e avrete voglia di scattare molto foto alle pareti colorate quasi ipnotiche.

Visitate Le Jardin Majorelle (e il museo berbero fondato nel 2011) e state pur certi che vi resterà nel cuore. I Giardini, un vero e proprio paradiso esotico, furono ideati dal pittore Jacques Majorelle che nel 1931 vi fece costruire anche il suo studio le cui pareti sono dipinte con un blu unico noto come blu Majorelle. Nel 1980 i Giardini e l’adiacente Villa Oasis, nel cui roseto sono state sparse le ceneri di Yves Saint Laurent, furono acquistati dal celebre stilista francese e il suo compagno, Pierre Bergé. Questo luogo era fonte di ispirazione per Yves ed è proprio qui che sono nate moltissime delle sue collezioni di moda. In seguito alla sua morte il giardino è stato donato alla Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent e attualmente, per volere di Pierre Bergé, vi è stato costruito un memorial in ricordo dello stilista.

Se arriva la fame potete approfittare delle moltissime alternative che troverete facilmente in strada (lo street food qui va per la maggiore). Lumache, frittura di pesce, hamburger, grigliate e zuppe ovunque e a tutte le ore ed è tutto incredibilmente buono.

Oppure se preferite sedervi potrete mangiare una buonissima harira presso il bellissimo ristorante Le Jardin. Nell’attesa vi porteranno il pane marocchino (che è sempre buonissimo) da spalmare con delizioso burro con l’uvetta. Se avete ancora fame provate la tajine servita a scelta con il cous cous o le french fries e terminate la cena con una profumatissima creme brûle con infuso ai fiori d’arancio.

Se come me, dopo un po’ sarete stanchi di mangiare tajine a tutte le ore, al Nomad provate il burger di agnello con melanzane e mayonese all’harissa. È stata la mia scelta dopo la delusione iniziale per alcuni piatti in menù non più disponibili (il rischio di andare nei locali con il secondo turno) e l’ho trovato delizioso. Se decidete di cenare in questo locale abbastanza modaiolo e ben frequentato il consiglio è quello di prenotare con anticipo perché è sempre pienissimo.

Il Café des Épices è diventato ben presto una delle mie certezze (nonchè un punto di riferimento). È distribuito su 3 livelli, affaccia sulla Piazza delle Spezie ed è sempre molto frequentato. Qui assaggiate la zuppa di fave con cumino e peperoncino e i sandwiches vegetariani.

Il vero cous cous lo mangiate da NAIMA, per una cena elegante prenotate presso il ristorante Al Fassia e per una pausa dolcissima rifugiatevi alla Patisserie des Princes.

E se infine dopo due/tre giorni avete voglia di scoprire altro vi consiglio di fare un’escursione ad Essaouira, deliziosa cittadina sull’oceano. Qui i colori predominanti sono il bianco e il blu e l’atmosfera è molto rilassante con il sottofondo delle onde. Per raggiungerla evitate i taxi privati e optate per un pullman gran turismo (servizio offerto da numerose compagnie). Una volta arrivati godetevi il mare, il profumo di salsedine e a pranzo mangiate il pesce appena pescato in uno dei baracchini vicino al porto. Non vi sembrerà nemmeno di essere in Marocco…

[tutte le foto @saramilletti – ne trovate altre su Instagram seguendo l’hashtag #SaragoestoMarrakech]

Categorie: In viaggio, Mondo

Sara

Buona forchetta, blogger, sommelier e content creator sono un’instancabile curiosa. Per professione collaboro con numerose aziende legate al food, beverage e travel occupandomi di food writing, food styling, editing, food photography, tour enogastronomici e interviste agli chef. Social media addicted, mi trovate sempre connessa!


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