Bollicine

Crostata beneventana per il Prosecco DOC Rosé Brut di Cantina Pizzolato [Food & Wine Pairing]

Per la felicità del #teamcrostate (che sono sempre molto apprezzate e consultate su questo blog e che trovate qui) e del #teamsavoiardi (che non si usano solamente per fare il tiramisù) condivido oggi la ricetta di una crostata buonissima e non molto conosciuta: la crostata beneventana. Il guscio è fatto con una pasta frolla burrosa il giusto, friabile e senza lievito. Il ripieno invece è morbido e cremoso grazie ad una crema “furba” che avvolge e impregna, rendendoli sofficissimi, una quantità imprecisata di savoiardi disposti come fossero listelli di un parquet alla francese. Una spolverizzata di zucchero a velo in superficie e un calice di bollicine per accompagnare una fetta di questa crostata semplice e goduriosa allo stesso tempo che può essere perfetta anche durante le festività Natalizie.

Crostata beneventana
Ingredienti per uno stampo ø 24cm
250g di farina 00
1 uovo intero
125g di burro
100g di zucchero semolato
scorza grattugiata di mezzo limone
1 pizzico sale
zucchero a velo q.b.

per il ripieno
500ml di latte
150g di zucchero semolato
3 uova intere
scorza grattugiata di mezzo limone
2 cucchiai di rum
savoiardi q.b.

Procedimento (trovate il video qui)
Iniziate la preparazione della crostata beneventana con la realizzazione della pasta frolla. In una ciotola sbattete l’uovo con la scorza del limone. Setacciate la farina sulla spianatoia e aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. Unite il burro freddo di frigo tagliato a cubetti e iniziate a lavorare con la punta delle dita. Quando il composto avrà assunto un aspetto bricioloso aggiungete l’uovo sbattuto e lavorate velocemente l’impasto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Formate un panetto, avvolgetelo con la pellicola trasparente e trasferitelo in frigo dove dovrà riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo realizzate la crema. In una ciotola mettete lo zucchero con la scorza del limone. Versate a filo il latte caldo e mescolate con una frusta. Fate raffreddare poi unite le uova leggermente sbattute e il rum.

Riprendete la pasta frolla, posizionatela tra due fogli di carta da forno e stendetela con il matterello allo spessore di pochi mm. Imburrate uno stampo per torta (meglio se con cerniera) e rivestite il fondo e i lati con la pasta frolla. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e posizionatevi sopra i savoiardi a forma di spina di pesce tagliandoli se necessario per riempire tutto lo stampo. Versate sopra di essi il composto a base di latte e uova eseguendo questa operazione a più riprese per far si che i savoiardi si imbevano completamente.

Infornate in forno caldo in modalità statico a 180° per circa 35 minuti o fino a che la superficie sarà dorata. Sfornate e lasciate raffreddare completamente. Spolverizzate con lo zucchero a velo e servite la crostata beneventana tagliandola a fette. 

Con cosa accompagnare la crostata beneventana

Chi l’ha detto che per accompagnare un dessert ci vuole un vino dolce, un vino da dessert appunto? Io che amo i contrasti e non sono per nulla fan della dolcezza eccessiva vi consiglio di abbinare una generosa fetta della ricca crostata beneventana con un calice di neonate bollicine “in rosa” di Cantina Pizzolato: lo Spumante Prosecco DOC Rosè Brut.

Lo Spumante Prosecco DOC Rosè Brut di Cantina Pizzolato è un vino spumante millesimato certificato biologico e Vegan. A base di uve Glera (90%) e Pinot Nero (10%) è un vino aromatico e fruttato che presenta note eleganti e raffinate. Il perlage è fine e persistente, il colore rosa brillante, il sapore è fresco e vellutato e presenta una buona acidità. Non manca una punta di sapidità e il finale è asciutto e persistente. Un vino vivace insomma, la cui temperatura di servizio ideale è di 4-6°. Ideale a tutto pasto per accompagnare molte pietanze dall’antipasto di cruditè di pesce, ai primi e ai secondi delicati si sposa benissimo anche con i dessert più dolci come questa crostata.

Il Prosecco Rosé DOC diventa realtà

A partire da fine ottobre i consumatori, che ormai sono sempre più esigenti, possono trovare sugli scaffali la novità enologica di questo 2020: il Prosecco Rosé DOC. Una modifica apportata al disciplinare di produzione del prosecco Doc ha consentito di uniformare e regolamentare la produzione di uno dei vini italiani più diffusi al mondo che veniva richiesto sempre più spesso in versione rosè. Ciò che cambia rispetto alla produzione del Prosecco DOC è l’inserimento di uve a bacca nera (Pinot Nero) nella percentuale che varia tra il 10% e il 15%. Inoltre il Prosecco Rosè DOC, tutelato dal Consorzio del Prosecco di qualità e di origine certificata, deve essere millesimato ovvero le uve devono essere di un’unica annata.
Siete curiosi di assaggiare questa novità magari approfittando delle imminenti festività? Il mio consiglio è di acquistarlo qui e di utilizzarlo per i vostri brindisi natalizi ☺️?

Sara

Buona forchetta, blogger, sommelier e content creator sono un’instancabile curiosa. Per professione collaboro con numerose aziende legate al food, beverage e travel occupandomi di food writing, food styling, editing, food photography, tour enogastronomici e interviste agli chef. Social media addicted, mi trovate sempre connessa!


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