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Come si fa il Parmigiano Reggiano e cosa vedere nel weekend a Reggio Emilia e dintorni

Come fanno il Parmigiano Reggiano DOP? È possibile scoprirlo durante un weekend a Reggio Emilia, città del tricolore, e dintorni!

Un paio di giorni, anche durante il weekend, saranno sufficienti per assistere alla produzione del Parmigiano Reggiano, visitare Reggio Emilia e avventurarsi nei suoi dintorni. Quello con il quale avrete a che fare sarà un itinerario ricco di arte, gusto e rilassatezza.

La produzione del Parmigiano Reggiano DOP

Il legame tra il Parmigiano Reggiano DOP e il suo territorio di produzione è indissolubile. Il latte, ingrediente principale di questo prezioso formaggio, arriva da 2.600 stalle che si trovano in una zona delimitata sancita dal disciplinare e l’alimentazione delle mucche è costituita da foraggi autoctoni. La produzione del Parmigiano Reggiano DOP avviene tutti i giorni e inizia verso le 08 del mattino. Il latte fresco intero crudo appena munto viene versato in una caldaia e unito con il latte decremato della sera precedente fino a raggiungere un totale di 1.000 lt. A questo punto all’interno di ogni caldaia il casaro versa 30 lt. di sieroinnesto, ovvero il siero ricavato dalla lavorazione del giorno precedente, e 30 g di caglio.
Il latte viene quindi riscaldato, portato ad una temperatura di 36° e la sua consistenza assume un aspetto gelatinoso.
Con un attrezzo chiamato “spino” il mastro casaro procede ora alla rottura della cagliata fino ad ottenere dei granuli grandi come chicchi di riso. I granuli vengono di nuovo riscaldati ad una temperatura di 55° affinché asciughino ma non troppo.
Il composto viene lasciato riposare per circa 50 minuti poi, con l’ausilio di teli di lino, i grani vengono recuperati e da ogni caldaia nascono due forme di Parmigiano Reggiano DOP da 50 kg l’una (il nome delle due forme è: gemelle).
Le forme di Parmigiano Reggiano DOP vengono lasciate riposare e cinte con una fascia marchiante che imprime sulla crosta oltre al nome anche il numero di matricola del caseificio, mese e anno di produzione.


L’ultimo step della produzione del Parmigiano Reggiano DOP prima della stagionatura è il passaggio delle forme in una salamoia di acqua e sale naturale dove restano per 20 giorni.
Le forme vengono ora posizionate sui ripiani delle scalere all’interno del magazzino dove restano per un minimo di 12 mesi, duranti i quali vengono spazzolate, pulite e girate ogni 18 giorni.
Trascorsi 12 mesi arriva il momento del controllo qualità e solo le forme che passano i test ottengono il marchio DOP.

Se anche voi volete assistere all’affascinante processo produttivo di uno degli alimenti più comuni e genuini presenti sulle nostre tavole, scegliete tra i 320 caseifici che fanno parte del Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP e prenotate la visita (alla quale seguirà un’interessantissima degustazione guidata) sul portale ufficiale

Visitare Reggio Emilia

La cittadina di Reggio Emilia è viva, gli spazi sono ampi e si viene subito accolti con il sorriso. Il suggerimento è trovare una sistemazione in centro (o subito a ridosso di esso) per spostarvi a piedi poiché la percezione che avrete è che tutto si trovi a portata di mano. Durante la visita della città da non perdere:

  • Le piazze grandi, piene di locali e ricche di importanti edifici. Visitate ad esempio Piazza Prampolini (nota anche come Piazza Grande) dove coesistono in un solo luogo la Cattedrale di Santa Maria Assunta che ospita al suo interno importanti cappelle realizzate con stili e materiali diversi, il Palazzo del comune con la stanza ovale dove nacque il tricolore il 07 gennaio 1797, il Battistero, la Torre del Bordello e il Palazzo Vescovile. Oppure Piazza Fontanesi giovane e vivace, perfetta per aperitivi o cene con gli amici o Piazza San Prospero dove svetta la Basilica del patrono con la Torre Campanaria costruita con la tipica pietra arenaria.

  •  Sul far della sera spostatevi di fronte al celebre Teatro Valli per godere dello spettacolo di luci e fontane. L’edificio che ospita il Teatro, che è tuttora funzionante, è in stile neo classico.

  • Soffermatevi ad ammirare l’edificio del duecento che ospita lo storico Hotel della Posta: il Palazzo del Capitano del Popolo. Si tratta di un edificio che ci racconta la Reggio medievale e ci fa fare un viaggio nell’arte e nell’architettura che si sono susseguiti per secoli nella città.

Un indirizzo gustoso con menù a km0

In aperta campagna, a soli 12km da Reggio Emilia, una pausa è d’obbligo presso Ca’ Matilde. L’ambiente accogliente e gli strepitosi piatti dello Chef Stellato Andrea Incerti Vezzani vi stupiranno. Molte le portate a km0 che vedono protagonisti il Parmigiano Reggiano e le verdure prodotte nell’orto adiacente la Locanda. Tra le più impressionanti del mio percorso degustazione il fiore di zucca ripieno di patate e olive, spaghetti di zucchine, mousse di tosone e zafferano e caviale di tartufo e i ravioli del plin ripieni di Parmigiano Reggiano con liquirizia e nocciole.

Una meta culturale nei dintorni di Reggio Emilia

Il Castello di Bianello è una delle tante cose belle da vedere nei dintorni di Reggio Emilia (magari dopo una visita al caseificio che produce il Parmigiano Reggiano.

La sua costruzione viene attribuita alla Contessa Matilde di Canossa ma in realtà se ne parlava già dal 1022. Gli interni sono molto ben conservati e durante la visita vi verrà voglia di fotografare tutti i meravigliosi pavimenti e i soffitti affrescati.

Attualmente il Castello di Bianello fa parte del circuito Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli e può essere visitato con la guida che vi racconterà aneddoti e curiosità. Il biglietto d’ingresso può essere acquistato in abbinamento al biglietto per visitare il vicino Castello di Carpineto.

Dove dormire nei dintorni di Reggio Emilia

Una dimora del XVII° secolo finemente ristrutturata con 9 camere e 2 suite è l’indirizzo perfetto per pernottare a pochi chilometri da Reggio Emilia ed essere immersi nella natura. Si tratta del Resort della Tenuta Venturini Baldini RONCOLO 1888. Le camere, dotate di tutti i comfort, sono arredate con un gusto moderno, semplice e allo stesso tempo lussuoso che strizza l’occhio alla tradizione e all’ambiente circostante. Completano la struttura anche una piscina all’aperto e il ristorante gourmet Taglierè in Limonaia aperto nel marzo 2021 e situato nel giardino. Presso la Tenuta Venturini Baldini è inoltre possibile degustare i vini e visitare una delle cantine più antiche dove viene prodotto l’Aceto Balsamico Tradizionale.

Sara

Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!


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Sara, 36 anni, instancabile curiosa. Dicono che parlo troppo e dormo troppo poco. Nel 2010 ho deciso di aprire il sito L’Appetito Vien Leggendo come blog di cucina, mia grande passione insieme a scrittura, viaggi e fotografia. Vivo a Milano, ma vengo dalla campagna. Se fossi uno dei sette peccati capitali, non potrei impersonificare altri che la gola. Da bravo sagittario (ascendente sagittario) vivo con il trolley a portata di mano e mi troverete sempre pronta per l’ennesimo viaggio alla scoperte delle ricchezze enogastronomiche di ogni paese. Nella vita sono una freelance. Collaboro con aziende legate al mondo food&beverage (Carrefour, Fairy, Pan di Stelle, Electrolux, Sanbittèr, Barilla, Cinzano…per citarne alcune) e sono contributor per il sito de La Cucina Italiana. Mi occupo di food writing, food styling, editing, food photography, sviluppo di ricette, test di nuovi prodotti, conduzioni tv e mi diverto ad intervistare gli Chef. Sono una social media addicted e mi trovate sempre connessa!